Amo scrivere, in modo totalmente anarchico, senza pressioni e senza scadenze.
Scrivo per lo più quando sono malinconica...

Social Network

Diana Pavel

scrittore emergente

Febbraio 14, 2020.AliceChiara.4 Likes.0 Comments

Raccontaci di te.

Mi chiamo Diana e ho 23 anni. Sono nata in Romania e vivo a Brescia dall’età di 6 anni. Sono sempre stata una persona timida e riservata e forse è stato questo ad avvicinarmi al mondo della scrittura e dell’arte. La mia incapacità di comunicare mi ha portata a studiare Scienze della Comunicazione. Ho terminato da poco il mio percorso di studi e attualmente collaboro con il Bresciaoggi, scrivendo articoli di cronaca cittadina. La passione per l’arte e la cultura ha fatto nascere in me il desiderio di poter creare qualcosa che si possa definire utile e, allo stesso tempo, appagante per le persone a me simili. Un forte desiderio di donare bellezza e motivazione esprime al meglio le mie intenzioni, così come la voglia di rendere la cultura tangibile ad ogni persona.

Qual è la motivazione che ti ha portata a scrivere?

A scrivere mi ha portato la mia timidezza e la mia incapacità di comunicare sentimenti e pensieri. È sempre stato un momento di sfogo nel quale mi rifugiavo per cercare una tranquillità emotiva. La voglia di farmi capire ed essere capita mi ha spinta a desiderare che altre persone leggessero le mie parole e ne traessero beneficio.  Inizialmente scrivevo racconti, descrivevo le vite di personaggi immaginari a cui cedevo mie intime caratteristiche e a cui facevo vivere esperienze che avrei desiderato provare. Ho notato, scrivendo, che la malinconia che volevo comunicare non riuscivo ad esprimerla se non tramite versi pieni di emozioni. Parte tutto dal cuore, a parer mio, la poesia è uno stato d’animo. Fare poesia significa non avere paura di mettersi a nudo per gli altri e, soprattutto, per se stessi. La poesia è per me un flusso di coscienza infinito, uno stile di vita intimo che può essere coraggiosamente condiviso. La scrittura è parte attiva della mia vita, una conseguenza del mio vivere. Leggendo i miei testi si può capire molto sulla mia personalità: non riesco a nascondermi quando scrivo.

Parlaci del tuo libro: perché una persona dovrebbe leggerlo?

Parlare della mia raccolta di poesie sarà come fare un viaggio dentro me stessa. Ho iniziato a scrivere «La banalità del quotidiano» nell’estate del 2017, tra un esame universitario e l’altro. Sentivo l’esigenza di mettere nero su bianco i pensieri che mi impedivano di concentrarmi pienamente. «La banalità del quotidiano» è un titolo che sento mio, un pensiero fisso che mi ha tormentato a lungo, seguito da molte domande. È una lotta continua verso il raggiungimento di una perfezione che sfocia nella banalità assoluta. Mi ha sempre spaventato l’idea di ricominciare da capo, di lasciarmi alle spalle ricordi passati e dirigermi verso orizzonti sconosciuti. Nella mia raccolta di poesie parlo di apatia come una paralisi mentale: è una perdita di coinvolgimento, seguita da abbandono e accettazione di ciò che si ha, pensando di meritare di peggio.

 

ECCO IL LINK PER IL LIBRO

https://www.midgard.it/labanalita_delquotidiano.htm

Alcune Immagini

Created by www.gretatessarolo.com .© 2020 Alice Chiara Capponi. All Rights Reserved